Critica

“Pittore, ristoratore e poeta..” (Sandra Mazzinghi – Livorno Non Stop)

“Pittore e poeta” su Repubblica (cronaca Firenze) il 26 luglio 2013

“E’ in quei volti obliqui e diretti che si cela la forza di Maurizio Biagini”. Simone Innocenti in Il Corriere Fiorentino-Corriere della Sera, 3 Marzo 2013

“Quasi sempre volti di donna il cui sguardo chiama in causa e interroga lo spettatore”. Il Tirreno, 1 Marzo 2013.

“I suoi lavori piacciono, sono diretti e sinceri, volti che ti sfidano, se reggi gli sguardi che escono dalle tele o dalle carte, te ne innamori”. Silvia Menicagli in Livorno Non Stop, 1 Marzo 2013.

“l’arte di Biagini è anche una denuncia sociale, che parla col linguaggio universale dell’arte e tocca le corde più intime dell’anima dell’osservatore.” In Toscanalibri.it

“vi è nella sua opera una chiara coerenza con il suo mondo: animo irrequieto e tormentato, è come se avesse voluto in un momento in cui l’urgenza di dipingere una necesità esistenziale inalienabile, mettere ordine nella sua storia personale e condividere l’esperienza umana e artistica maturata. Biagini è soprattutto se stesso” Stefano Barbieri in Arte a Livorno.

“Il filo conduttore della mostra prosegue con le opere della generazione successiva composta dai pittori Da Vicchio, Danti, Fontani, Guidi, Lipizer e Luschi Masaniello. Nel solco tracciato dagli illustri predecessori, ma con la propria personalità cromatica ed evolutiva, concludono l’esposizione le opere degli artisti contemporanei Biagini, Bobò, Chirici, De Rosa, Fremura, Lomi Massimo, Luxardo, Madiai, Pelagatti, Pelleschi, Scola, Veroni”.  Catalogo ottava edizione Colori Labronici della Galleria Chiellini a Livorno

Il Gruppo Labronico fu costituito nello studio del pittore Gino Romiti il 15 luglio 1920 e già il 12 agosto presentò la sua prima mostra d’arte nelle sale del Palace Hotel, come allora si chiamava l’attuale Hotel Palazzo. Trenta gli attuali soci che espongono: Dario Ballantini, Maurizio Biagini… Su www.comune.livorno.it

“Chi ravvisa in lui il segno della corrente concettuale ne ha ancora di strada da fare. Perché nel pennello di Biagini si acquartiera qualcosa di impossibile da catalogare.”  Simone Innocenti in Corriere Fiorentino-Corriere della Sera (21 agosto 2013).

“(…) Ne esce un quadro di eccellente figurazione, compresa l’ultima serie dei ritratti che testimoniano quanto sia notevole la capacità narrativa di Maurizio e il valore della sua analisi psicologica che chiude i soggetti nella sua situazione di “diffuso disagio contemporaneo”. Ci occupiamo di questa pittura lieti , come siamo, che i giovani sappiano rivolgersi al mondo dell’arte, cioè alla rivalutazione di sentimenti che generano emozioni e educano alla conoscenza nell’ambito dei modelli aperti alla contemporaneità creativa. Il resto è ripetizione”. Dino Carlesi in Perché l’arte non sia ripetizione, catalogo mostra personale “Giù con la piena” (2009)

“Maurizio Biagini è uno che si diverte a sparigliare la solitudine con coriandoli di felicità improvvisa. C’è una sorta di delicatezza ritrosa che implode nelle sue opere. Lui è così: non ama i riflettori, anche se che ha vinto il Premio Rotonda di Livorno (uno dei massimi riconoscimenti nel campo pittorico); adora sfuggire dai cellulari; ama rintanarsi nei suoi coni d’ombra.” Simone Innocenti sul mensile di arte Ovo.
“E’ in quei volti obliqui e diretti che si cela la forza di Maurizio Biagini.”  Simone Innocenti in Il Corriere Fiorentino-Corriere della Sera

“I suoi lavori piacciono, sono diretti e sinceri, volti che ti sfidano, se reggi gli sguardi che escono dalle tele o dalle carte, te ne innamori”  Silvia Menicagli in Livorno Non Stop

“Una ventina di dipinti, tutti di grandi dimensioni, che cercano di catturare la parte più intima dell’essere, ovvero gli occhi, gli sguardi”.  In “Mitology” e l’intimità nascosta nelle opere di Maurizio Biagini apparso sul Tirreno del 9 Agosto 2013 per presentare la mostra alla Limonaia di Castiglioncello

“I suoi lavori ricordano certe canzoni di Vinicio Capossela ma anche certe liriche di Dino Campana. (…) E’ arte diretta la sua: cattiva e dolce al tempo stesso”. Simone Innocenti in “Maurizio Biagini-I Tramonti dell’assenza” apparso sul mensile Ovo (maggio 2012)

“E’ il segno uno dei grandi protagonisti dell’arte di Maurizio Biagini. L’artista lo traccia sulla tela sinuoso e flessibile, trasformandolo a tratti in incisivo e nervoso, carico di forza sintetica.  Un segno deciso, senza ripensamenti, che dà vita a soggetti figurativi dai contorni ben definiti, immortalati con tagli spesso fotografici che racchiudono perlopiù corpi femminili stilizzati, spesso addirittura seriali nel loro porsi quasi come sottili silhouette, che strizzano in certi casi l’occhio al linearismo della grafica giapponese. Donne colte in pose artefatte, solitarie anche quando si trovano in coppia, irrigidite nel flash di un momento. Consapevoli di essere osservate, sono pronte a testimoniare il loro disagio nel trovarsi in bilico perenne tra dover essere e, semplicemente, voglia di essere”.
Alice Barontini in Disagio Anemico, catalogo riguardante opere dal 2008 al 2011 in mostra alle Terme di Casciana (Pisa).

“Istintivo, a tratti ironico, sovente maledetto, Biagini è – nel senso più filosofico del termine – un «maudit». Maledetto è lo spirito che si trascinano le sue figure, incastonate in una smorfia di tenerezza. Maledetto è il modo di agguantare la vita e di sbatterla, sublimandola in un attimo perfettibile, sulla tela o su qualsiasi supporto che possa accogliere la sua pittura. Uno se lo immagina qui, ma è sempre altrove. Ha lo sguardo che travalica, Biagini. Ha lo sguardo del marinaio solitario che a poppa, lui per primo, intuisce un mondo. A volte quel mondo perduto – solitario e indurito dagli eventi – sembra tornare indietro, ribaltando prospettive temporali: passato e presente, futuro prossimo e futuro anteriore sembrano fondersi o scindersi in pagliuzze di colore”.
Simone Innocenti in Disagio Anemico, catalogo riguardante opere dal 2008 al 2011 in mostra alle Terme di Casciana (Pisa).

“A ben vedere l’entità alla quale ruotano attorno le sue immagini altro non è se non egli stesso, col proprio carico di vita, col peso del passato, con la trepidazione del futuro, la propria ipersensibilità che lo porta a costruire opere d’arte su pensieri e sensazioni che ad altri sfuggono, su dettagli che altri non sanno cogliere.“ Stefano Barbieri in Quando dipingere è necessità esistenziale (testo critico)

Hanno scritto di Maurizio anche T. Paloscia, C. Musetti, F. Monti, D. Muciaccia, S. Gazzarri.